Relazione su invito

Prospettive aperte dall'essere andati nello spazio.

Coppi B.
  Venerdì 30/09   09:00 - 12:00   Edificio Psicologia 2 - Aula 2B   II - Fisica della materia
L'accesso allo spazio oltre a produrre scoperte sorprendenti ha condotto a riflessioni sui forti limiti delle conoscenze di cui disponiamo e sullo spettro di discipline da sviluppare per spiegare quanto osservato. Viene citato il filo che lega l'interazione con J. A. Wheeler, nel 1968, sui plasmi associabili con buchi neri, lo sviluppo dell'astronomia-x legata a B.B. Rossi con particolare interesse per Cygnus-x1 e la proposta degli esperimenti Alcator risultati rilevanti per ricerche avanzate sulla fusione nucleare. L'esistenza di processi di riconnessione magnetica nella coda magnetica della Terra e la loro relazione con le "tempeste aurorali" confermate da missioni recenti sono un esempio di successo della fisica dei plasmi sviluppata con altre motivazioni. La varietà di fuzioni di distribuzioni non termiche di particelle osservate nello spazio ha comportato la rinuncia ai concetti della termodinamica. Vengono citati i problemi sollevati dall'arrivo ai limiti dell'Eliosfera di Voyager 1 e 2, fra cui l'insufficienza del modello di Fermi per la produzione di particelle con alte energie, e dalla scoperta delle "$\gamma$-ray bubbles" associate con la nostra Galassia e dei plasmi che compongono gli ammassi di galassie più recentemente osservati.